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Carlo Felice Trossi conte di Gaglianico

CORRE PER DIVERTIRSI MA LASCIA L'IMPRONTA
GIAN DOMENICO LORENZET RACCONTA DI “ CARLO FELICE TROSSI”.

A soli 41 anni, il 9 maggio 1949, un male incurabile si porta via il talentuoso conte di Gaglianico. Era nato il 27 aprile 1908.

 

Al Salone dell'automobile di Torino c'è un ampio vano,raccoglie alcune monoposto che hanno fatto la storia delle corse. Non manca la Ferrari di Michael Schumacher, ma ci sono anche le Alfa Romeo dei primi anni 80, e la 158 che vinse i primi titoli mondiali di formula 1 e la Lancia-Ferrari D50 che guidòAlberto Ascari. Si sale una scalinata e tra i primi esemplari che si notano, guardandosi attorno, c'è anche una curiosa e piccola monoposto dotata, all'anteriore, di un motore stellare. Ovvero uno di quei propulsori abitualmente montati sugli aerei. Si chiama Trossi Monaco e risale agli anni attorno al secondo conflitto mondiale. E' un esempio dei molteplici interessi di Carlo Felice Trossi, anzi del conte Carlo Felice Trossi. Biellese di Gaglianico. Un nome di cui ancora oggi sono profondamente permeati Biella ed il Biellese. Nato nel 1908 il 27 Aprile, è un attento uomo d'affari che negli anni si dedica, con passione alla motonautica ed al volo. Oltre che grande interesse ha anche capacità tecniche ed intuito. Ha poco più di vent'anni quando si avvicina all'automobilismo sportivo. E' un vero gentlemen driver. Quello che lo differenzia dagli altri è la bravura. Corre per divertimento ma è anche in grado di vincere e di competere con i campioni dell'epoca. Nel 1931 si mette in mostra con una Mercedes nella cronoscalata Pontedecimo-Giovi. Nel 1932passa alla scuderia Ferrari di cui divenne presidente. Sotto la presidenza di Carlo Felice Trossi la Ferrari S'impone alla Targa Florio con Nuvolari- Borzacchini ed alla 24 Ore di Spa con Siena ed il marchese biellese Tonino Brivio che, negli anni a seguire, vincerà anche la Mille Miglia e per due volte la Targa Florio. Proprio con l'amico Brivio il conte Trossi nel 1932 disputa la Mille Miglia che conclude al secondo posto assoluto. Fu quella un'edizione dominata dalle Alfe Romeo 8 cilindri, in gara con i colori ufficiali e con le insegne della Scuderia Ferrari.Da una vittoria all'altra giunge alle sue vittorie più importanti. Tornata la pace nel ricomincia a correre con le Alfa Romeo ufficiali. Nel 1946 si aggiudica il Circuito di Milano mentre le sua stella tisplende a Monza dove vince il prestigioso Gran Premio d'Italia. Il 1948 lo vede ancora ai nastri di partenza, anche se cominciano a far capolino le prime avvisaglie del male che porrà fine alla sua vita. In quella stagione riesce ancora a vincere il Gran Premio dell'autodromo a Monza.

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