La Storia di Biella e del Biellese
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- Categoria: Storia e Tradizioni Biellesi
- Pubblicato 01 Giugno 2007
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Antichissime origini per la nostra cultura
Capoluogo di provincia dal 1992, Biella è una città industriale e commerciale situata 420 metri sopra il livello del mare e conta circa 49.000 abitanti.
Bugella Civitas e’ l’antico nome della città di Biella. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non è di origine latina ma latinizzato in tempi successivi. Secondo alcuni studiosi la "g" doveva essere pronunciata in modo tale che suonasse come "bujella"; secondo altri il nome potrebbe invece derivare da "Bruticella", come veniva chiamata un'antica dimora romana.
Ci sono poi altre versioni che vogliono il nome derivante da "Betulla" ("Biolla" nel dialetto locale), oppure "Biel" (dio celtico della vegetazione) e infine da "Bag" (o "Bhag") che nell'antica lingua indo-europea significava faggio, albero diffuso sui monti e sulle colline biellesi. Non a caso l'albero di faggio campeggia nello stemma della città.
Secondo recenti studi l’origine di Biella sarebbe antichissima, anche se non si hanno documentazioni sicure a riguardo. Nel 1959, infatti, nella zona della Burcina sono stati rinvenuti dei reperti archeologici risalenti alla seconda età del ferro, a conferma delle origini celtiche della zona. I Celti, tuttavia, non furono i primi abitatori della città, ma si fusero con i Liguri.
Al tempo della potenza Romana, Biella era già un fiorente centro abitato, e già nel IV-V secolo si formarono i primi nuclei cristiani.
L’interesse dei Romani per Biella fu scarso o quantomeno non così rilevante come per la zona della Bessa, area poco distante dal centro urbano nota per l’estrazione dell’oro, come testimoniano gli storici Strabone e Plinio il Vecchio. Intorno al quarto-quinto secolo d.C. comparvero i primi nuclei cristiani e nello stesso periodo, con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, giunsero nel Biellese orde di barbari.
Il nome Bugella apparve la prima volta nell'atto di donazione fatta dagli Imperatori Ludovico il Pio e Lotario, il 10 luglio 826, al Conte Bosone. In questo documento, risalente agli inizi del dominio franco nei territori un tempo appartenenti al Regno Longobardo d’Italia, Biella è definita sia villa che curtis, ovvero latifondo. Il luogo era situato nel pago Ictimolo o Vittimulo, a sua volta appartenente al “comitato vercellese”. Con il diploma, dunque, Bugella divenne indipendente da Vercelli e rimase tale sino all’882, anno in cui Carlo il Grosso donò la città alla Chiesa di Vercelli.
Verso la fine del millennio nuove popolazioni barbare invasero la zona saccheggiando le città e uccidendo la popolazione. Fu per questa ragione che i Vescovi Eusebiani innalzarono attorno a Biella, che allora sorgeva soltanto in pianura, delle fortificazioni. Nel decimo secolo il Capitolo di Santo Stefano, che ambiva a sostituirsi alla Signoria Vescovile, favorì lo sviluppo autonomo della vicinia che si stava formando attorno alla Chiesa di S. Stefano, dando così origine a quello che sarebbe divenuto il Comune.
Nel 1160 il Vescovo Uguccione fondò un centro abitato su quel balcone naturale che corrisponde al Piazzo e concesse privilegi e immunità ai residenti per controllare il Capitolo che voleva rendersi indipendente da Vercelli. e Biella si articolò intorno a due poli: il “Piano” e “Biella Piazzo”.
Il borgo divenne così il nuovo centro politico di Biella, mentre le franchigie offerte da Uguccione diedero l’avvio all’età comunale, che si affermò a pieno titolo nel 1200
Il potere vescovile terminò nel 1379, quando passò sotto la tutela del Conte Verde. Durante l’epoca dei principati la città seguì le sorti del Piemonte e di Casa Savoia e fu danneggiata dalle occupazioni francesi e spagnole che portarono alla distruzione delle mura cittadine; con la vittoria di San Quintino, però, l’antica “Bugella” tornò nuovamente sotto la Casa Sabauda e nel 1626 divenne capoluogo di provincia per volere di Carlo Emanuele I. Con le lettere patenti del 26 aprile 1660 il Duca Carlo Emanuele di Savoia annesse al feudo i cantoni di Pralungo, Pavignano, Barazzetto e Cossila, mentre nel 1772 la città divenne sede vescovile. La direzione politica e amministrativa della zona fu motivo di dissensi tra il Piazzo e il Piano che si conclusero solo dopo la Rivoluzione Francese quando il borgo medioevale, già in fase di spopolamento, lasciò il posto al municipio del Piano.
Le vicende del 1800 non toccarono che marginalmente la zona che, tuttavia, visse una storia personale molto più importante; in questo periodo, infatti, sorsero numerose industrie – specialmente nel settore tessile – che favorirono lo sviluppo locale e fecero di Biella un centro rinomato in tutto il mondo per la qualità dei suoi prodotti. Le guerre mondiali, ovviamente, seminarono morti e distruzione anche nella zona; nel 1943 la città venne occupata dai tedeschi e fu teatro di eccidi e saccheggi sino al 24 aprile 1945, quando i partigiani la liberarono.



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